Race for the cure

Vestita di rosa, colazione al bar prima di prendere la metro e arrivare al Circo Massimo per Race for the Cure. Il fazzoletto della malattia a coprire la testa, la tutina rosa, le scarpe nuove. La battaglia in corso, la sua forza e il dolore della famiglia. Accanto un ragazzo gentile che le dice quanto è bella. E’ vero, tu, giovane donna che combatte e che oggi sarai alla maratona contro il cancro al seno, sì, tu eri veramente bella.

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Google, Eric Schmidt manda in pensione il motto di BigG «Don’t be evil»

pubblicato sul Messaggero.it

di Laura Bogliolo

ROMA – «Don’t be evil? La frase più stupida che abbia mai sentito». Parola di Eric Schmidt, il Ceo di Google che manda in pensione il motto di BigG. Don’t be evil è diventata una sorta di filosofia di vita della società che ha cambiato il modo di vivere il web.

Avere un’etica, comportarsi correttamente i principi diffuso all’inizio dell’avventura della geniale net company che ha rivoluzionato il modo di pensare e vivere il web. Concetti che poi, con il tempo, sembrano essersi dissolti considerando le accuse di violazione della privacy e di posizione dominante. Eric Schmidt, in tour in diversi network americani per l’uscita del suo nuovo libro The New Digital Age: Reshaping the Future of People, Nations and Businesssvela in un’intervista rilasciata a Peter Segal su Npr.org come viene usata la frase all’interno delle blindatissime riunioni della compagnia che ogni giorno sforna entusiasmanti progetti per Internet.

Schmidt racconta a Npr: «Durante una riunione, si parla di una pubblicità e uno degli ingegneri si oppone dicendo che è una cosa malvagia. Ed ecco quindi che alla fine il progetto si blocca perché tutti si sentono malvagi». Insomma il Ceo di Google dice che il motto viene usato per porre il veto a progetti duranti le riunioni. Secondo Schmidt, e questo concetto non appare affatto chiaro, «il problema è che non c’è nessuno che si sia impegnato a dire cosa sia buono e cosa cattivo, in questo modo il motto non può garantire che Google resti un’azienda eticamente impeccabile».

Il Ceo di Google insiste: «Quando sono stato assunto in Google ho pensato che quella frase fosse la cosa più stupida al mondo». A creare il moto secondo milti furono i due ragazzi d’oro, i fondatori del colosso di Mountain View, Larry Page e Sergey Brin. Sembra invece che all’orgine della frase ci sia la genialità di Paul Buchheit, impiegato numero 27 di Google, creatore tra l’altro di gmail.
laura.bogliolo@ilmessaggero.it

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Google Maps, ecco la nuova interfaccia: integrazione con Google Flight

pubblicato sul Messaggero.it

di Laura Bogliolo

ROMA – Mappe su misura, strumenti integrati, interazione tra Google Earth e i servizi offerti da Google Flight. Ecco le nuove mappe di Google che con grande probabilità verranno presentate da mercoledì sera alla Google I/O conference al via stasera al Moscone Center di San Francisco. Alcuni lo hanno definito un errore, ma BigG difficilmente consente di far filtrare notizie: all’indirizzomaps.google.it/desktop/preview sono apparse per pochi secondi alcune immagini della nuova versione delle mappe Google dalle quali sono stati tratti screenshot.

Alla Google I/O conference, la conferenza degli sviluppatori di Google, si parlerà di Google Maps, della sfida nel mercato del mobile e di cloud computing. Il primo tema affrontato nella conferenza sarà proprio Google Maps: “Into the Future” nella sessione dedicata a “What’s New in Android Developer Tools”. Come spiega Droid-life niente barra laterale per le indicazioni e i risultati di ricerca, i risultati possono essere taggati su Google + sfruttando le cosiddette “cerchie”.

Si tratta di un’esperienza full screen: il nuovo Google Maps si concentra sulla mappa e non su elementi di navigazione, pulsanti e barre laterali Google ha anche aggiornato i colori della mappa, le icone e stili di testo. “Sarà più facile esplorare il mondo da ogni angolo” si legge in una delle immagine pubblicate su vari siti americani.

Per il capitolo Earth View ecco l’annuncio: “Le cose che ami di Google Earth saranno integrate nelle mappe senza bisogno di scaricare plug-in”. In un’altra immagine dal titolo “Find the best way there” si spiega la funzionalità che consente di confrontare con quale mezzi raggiungere una destinazione.
laura.bogliolo@ilmessaggero.it

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Google Glass, prof in bici nel tunnel del Cern: lezione in diretta agli studenti Video

 

Pubblicato sul Messaggero.it. 

 

di Laura Bogliolo

Il proff con i Google Glass dentro il tunnel dell'Lhc

ROMA – Se siete appassionati di tecnologia, scienze e misteri, non potete fare a meno di provare un pizzico di invidia immerso in un mare di entusiasmo. Immaginate di essere uno dei pochissimi esploratori di Google Glass, gli occhiali a realtà aumentata che vi consentono di confondere il vostro destino con quello in pixel del web. Ricevete finalmente a casa gli occhiali, li indossate, li provate.

Ma non è finita: un giorno vi arriva una e-mail dal Cern, l’European Organization for Nuclear Research il più grande laboratorio al mondo di fisica delle particelle. “Saresti disposto a fare un test con i tuoi google Glass al Cern di Ginevra? Vorresti fare una passeggiata nel Large Hadron Collider?”. “Ho risposto subito sì ovviamente” racconta Andrew Vanden Heuvel, americano, insegnante di fisica, sul blog Teaching with glass. “Quale migliore occasione per far vivere ai miei studenti un’avventura indimenticabile?” dice il professore che ha fatto un tour nella galleria sotterranea indossando Google Glass: un tour tutto particolare, perché Andrew ha percorso i 27 chilometri a bordo di una bicicletta. Ha poi realizzato un video che ha postato su YouTube: in pochi giorni oltre 360mila persone lo hanno visto.

In bicicletta nel tunnel sotterraneo: lezione in tempo reale agli studenti. “Guardando queste macchine incredibili – scrive sul blog – non potevo fare a meno di ammirare tutto lo sforzo che è stato fatto nella progettazione, realizzazione e gestione del materiale”. Ma poi è arrivato il momento più emozionante, “il tempo trascorso dentro la galleria del Large Hadron Collider. L’accesso al tunnel è molto limitato e mai nessuno lo aveva percorso in bicicletta. Inutile dire che io sono la prima persona che abbia mai fatto una lezione di scienze da dentro il tunnel LHC. Ero i n grado di condividere questa esperienza con gli studenti, anche rispondendo alle loro domande in tempo reale, è semplicemente strabiliante”.

L’Lhc è l’acceleratore di particelle più grande e potente finora realizzato: è costruito all’interno di un tunnel sotterraneo lungo 27 km, è stato progettato per ricreare i primi momenti di vita dell’Universo, subito dopo il Big Bang. Il prof americano l’ha percorso in bicicletta offrendo una lezione in tempo reale ai suoi studenti.
laura.bogliolo@ilmessaggero.it

Google Glass, ora si postano foto su Twitter

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#CispaBlackout, Anonymous contro la legge anti-privacy: oscurate i vostri siti

DI LAURA BOGLIOLO

ROMA – Lo hanno già ribattezzato il lunedì nero di Internet. La chiamata alle armi arriva da Twitter: #CISPAblackout è l’hashtag che in queste ore sta ricevendo centinaia di condivisioni. «The storm is coming», la tempesta sta per arrivare scrive Anonymous che ha lanciato per il 22 aprile un blackout contro il Cispa ( Cyber Intelligence Sharing and Protection Act ), il disegno di legge in discussione negli Stati Uniti che, secondo gli attivisti, trasformerebbe le varie net company in informatori del governo federale obbligando i protagonisti del web a raccogliere dati personali per poi consegnarli alle autorità federali.

L’appuntamento è per il 22 aprile, giorno in cui l’atto sarà posto all’attenzione del Senato
. “Oscurate i vostri siti internet” scrive Anonymous lanciando l’appello online. Il blackout dovrebbe scattare alle 6 del mattino e durare 24 ore. Un nero totale per denunciare la legge bocciata anche da Tim Berners-Lee, il papà di Internet. Ma attenzione, non si tratta di un attacco hacker, ma di oscurare volontariamente i propri siti.

La stessa strategia è stata usata anche in passato contro il Sopa, una legge simile al Cispa. Nel gennaio dello scorso anno oltre 7.000 siti web parteciparono alla protesta, tra quersti c’erano anche Reddit e Wikipedia, la mega enciclopedia che si auto-oscurò. Scese in campo anche Google con un banner nero sulla home page. Poco dopo il Sopa venne ritirato. Ma a febbraio il testo della legge contro il cybercrimine è stato ripresentato scatenando le proteste di molte associazioni online.

La protesta. Sul sito Anoninsiders si legge che «oltre 1,5 milioni di persone hanno firmato petizioni contro il Cispa». Sul sito si mette a disposizione un codice per oscurare il proprio sito. Secondo la Electronic Frontier Foundation «il disegno di legge consentirebbe di controllare le azioni degli utenti e condividere i dati – compresi quelli potenzialmente sensibili – con il governo senza un mandato». La battaglia si diffonde su Twitter con l’hashtag #CISPABlackout lanciato dal profilo YourAnonNews e su Youtube con un video che spiega i motivi della protesta. Ecco un esempio: gli attivisti Balkanmanija.com hanno “oscurato” il loro sito.

La battaglia politica. Cispa nasce per combattere il cybercrimine. Il repubblicano Michael Rogers a febbraio ha ripresentato di Cispa continuando a sostenere la bontà del progetto. L’ultima polemica nasce per l’emendamento bocciato alla House of Representative che in qualche modo avrebbe avrebbe consentito a piattaforme come Google e Twitter di assicurare parte del diritto alla privacy. Durante il dibattito in Aula c’è stato chi ha parlato della legge come di uno strumento per combattere bombe digitali simili a quelle di Boston e chi ha spiegato che la normativa servirebbe a combattere gruppi indipendenti come Wikileaks.

Anche la Casa Bianca non è totalmente d’accordo e ha diramato uncomunicato: Barack Obama chiede un bilanciamento tra cybersicurezza e diritto alla privacy. La speranza degli attivisti è che il presidente degli Stati Uniti possa alla fine porre il veto sul disegno di legge nel caso in cui passi il voto al Senato.

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#Cispablackout, il cofondatore di Reddit chiama Google: Larry Page please… “Qui non lavora nessun Larry Page”

DI LAURA BOGLIOLO

ROMA – La mobilitazione sul web contro Cispa, il progetto di legge che verrà votato in Senato negli Usa contro il cybercrimine, continua a infuocare il web dopo che Anonymous ha lanciato per lunedì 22 aprileil black-out della Rete con l’appello “oscurate i vostri siti”. La tanto contesta legge secondo gli attivisti del web violerebbe la legge sulla privacy e trasformerebbe i principali protagonisti di Internet (Facebook, Google, Twitter) in delatori del governo federale.

Alla lotta di Anonymous si associa anche Reddit. Il co-fondatore del popolare social news ha invitato i leader di Google, Facebook e Twittera contribuire alla lotta contro l disegno di legge. “Spero che tutte queste aziende si oppongano” ha detto Alexis Ohanian in un video, come riporta Wired. “Se qualcuno volesse entrare nella nostra casa diremmo: “Bene, hai un mandato?” CISPA dice in pratica che non è necessario e che la tua privacy digitale è irrilevante”.

Il video mostra Ohanian che chiama il CEO di Google Larry Page per sollecitarlo a contrastare il Cyber ​​Protection Act. Ma quando chiama il centralino dell’azienda, ecco cosa succede: l’operatore gli dice che nessuno con quel nome lavora a Google. “Sono abbastanza sicuro che ci sia un Larry Page” ha risposto Ohanian che fa parte del comitato direttivo per la Difesa League Internet. Senza alcun esito anche i tentativi di chiamare i fondatori di Facebook e Twitter. Il cofondatore di Reddit ha quindi invitato a firmare una petizione e ricordato che con la mobilitazione sul web si è già riusciti a far ritirare progetti di legge simili come il SOPA e PIPA.

La mobilitazione sul web. Anonymous ha lanciato la campagna#Cispablackout, chiedendo agli internauti di oscurare le proprie pagine web (una pagina nera con la scritta Stop Cispa) il 22 aprile a a partire dalle 6 per 24 ore. Già in passato il web aveva protestato per leggi simili al Cispa: Wikipedia si auto-oscuro così come altri settemila siti (continua a leggere).

Il disegno di legge, passato alla Camera (288-127), verrà discusso al Senato, nonostante la Casa Bianca abbia già minacciato il veto. L’American Civil Liberties Union ha detto che il “CISPA è una proposta estrema che permette alle società che detengono le nostre informazioni molto sensibili a condividerle con qualsiasi società o ente governativo

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Anonymous lancia lo sciopero del web contro CISPA

ROMA – L’ora X è scattata. Al grido di #stopCispa è partito dagli Stati Uniti il black out spontaneo del web lanciato da Anonymous. Motivo dell’ultima guerra in pixel? Cispa, il disegno di legge proposto dal deputato repubblicano Michael Rogers già passato alla Camera che dovrà essere discusso al Senato nonostante Barack Obama, abbia già annunciato la possibilità di un veto (il comunicato).

Il disegno di legge Cispa (il testo) secondo gli attivisti trasformerebbe i giganti del web in delatori del governo federale in materia di privacy.Anonymous chiede di oscurare per 24 ore i propri siti: attenzione, non si tratta di un attacco hacker, ma di un auto-censura, una sciopero del web proposto da diversi giorni anche su twitter con gli hashtag #stopcispa e#CISPAblackout. Al momento sono oltre 370 i siti che hanno aderito alla campagna.

Grandi assenti i colossi del web. Lo stesso strumento, lo sciopero del web, era stato usato nello gennaio dello scorso anno per combattere contro un altro disegno di legge che minacciava la privacy sul web, ilSOPA, progetto che poi venne ritirato proprio sotto la pressione della battaglia scatenata sul web. Furono settemila i siti che aderirono,Wikipedia chiuse per 24 ore, protestò anche Reddit Google manifestò con un doodle ad hoc. Oggi, invece, la protesta sembra essere stata accolta soltanto da una piccola parte del web. Il cofondatore del social news Reddit Alexis Ohanian ha provato due giorni fa a contattare il papà di Google, Larry Page, chiamando il centralino dell’azienda: “Qui non lavora alcun Larry Page” è stata la risposta (video, continua a leggere).

Per aderire alla campagna è stato attivato un Twibbon da aggiungere al proprio profilo Facebook o Twitter. L’Eef mette online una pagina dedicata per inviare lettere di proteste al Senato, stessa proceduraadottata da Activist.io.

Il dibattito politico. Il disegno di legge, passato alla Camera (288-127), verrà discusso al Senato, nonostante la Casa Bianca abbia già minacciato il veto. L’American Civil Liberties Union ha detto che il «CISPA è una proposta estrema che permette alle società che detengono le nostre informazioni molto sensibili a condividerle con qualsiasi società o ente governativo».

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Facebook, George Lucas appello al web: «Aiutatemi a costruire il mio museo»

DI LAURA BOGLIOLO

ROMA - George Lucas lancia una campagna di sensibilizzazione suFacebook a favore di Lucas Arts Museum Cultural, il progetto di realizzare un museo con centinaia di opere d’arte collezionate da quando il papà di Guerre Stellari era studente.

Lucas Arts Museum Cultural è attualmente solo un sogno, ma Lucas chiede l’aiuto del web per sostenere il suo progetto. Il museo dovrebbe essere realizzato presso The Presidio a San Francisco, una ex base militare: per quello stesso spazio sono stati presentati altri cinque progetti, gli sfidanti di Lucas. L’obiettivo del geniale sceneggiatore è quello di «aiutare i giovani a dipingere le proprie fantasie e a raccontare storie, come ho fatto io con Star Wars».

Il museo avrà un costo di 300 milioni di dollari, spesa che dovrebbe essere sostenuta interamente da Lucas che vorrebbe trasferire nello spazio la propria collezione personale di opere d’arte di Norman Rockwell, Maxfield Parrish, NC Wyeth (il progetto del museo).

Tanti anche i fumetti, vera passione di Lucas. Non è un caso infatti che la sequenza iniziale di I predatori dell’arca perduta è tratta da Zio Paperone e le sette città di Cibola e Zio Paperone e l’oro di Pizarro. Immancabile nel progetto del museo, una sezione dedicata ai disegni dei set dei suoi film e ai modellini della saga Star Wars.

«Colleziono opere d’arte da quando andavo a scuola di cinema e non ho mai smesso – ha detto recentemente Lucas alla CbsNews - ho anche sognato di diventare un illustratore. Spero che questo museo ispiri i più giovani a fare quello che ho fatto io quando ho dato vita a Star Wars».

L’appello sul web. «Ora voi, cittadini leali dell’impero di Lucas, ha bisogno di mostrare il vostro sostegno per il progetto» scrive Mashable che ha raccolto l’appello di Lucas e del suo portavoce David Perry sulla pagina Facebook dedicata e su Twitter @Lucasmuseum. “George Lucas Museum Wants Your Facebook Likes” scrive Mashable.

Da piccolo Lucas voleva fare il disegnatore di fumetti. Il papà lo scoraggio: «Gli artisti fanno una brutta fine, muoiono di fame» gli disse. Ma Lucas non si scoraggiò. E forse per questo vuole dedicare un museo ai sogni dei giovani.

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Google glass e privacy, Erich Schmidt frena: «Ci vuole cautela e un nuovo galateo»

DI LAURA BOGLIOLO

OMA – «Osservare il mondo con Google Glass è strano». Parola di Erich Schmidt, leader di Google che ha parlato giovedì alla Kennedy School Government di Harvard. Secondo Schmidt per utilizzare il nuovo gioiello tecnologico dovrà essere creato «un nuovo galateo» per l’uso degli occhiali che sono in grado di registrare video, trasmettere informazioni online e che rispondo a comandi vocali, degli occhi e delle mani. «Ci sono posti in cui ovviamente è inappropriato utilizzare i Google Glasses», ha detto secondo quanto riferito dalla Reuters.

Regole rigide per le App. Schmidt ha anche fatto sapere che per sviluppare App per Google Glass sarà necessario ottenere l’approvazione di Google non come succede per gli smartphone e i tablet Android. Insomma, BogG fa capire che bisogna essere cauti nel commercializzare
un prodotto così innovativo che potrebbe violare il diritto alla privacy.

Google Glass Explorer Edition. Google ha presentato il prodotto all’inizio del 2013 e distribuito Google Glass Explorer Edition, dei prototipi degli occhiali in grado di fornire un’esperienza multimediale completa: si possono
registrare video, scattare foto, chattare, ottenere indicazioni stradali e fare ovviamente ricerche sul motore di ricerca. L’arrivo sul mercato è previsto nel 2014.

Google Glass messi all’asta per 90mila dollari. Per 1.500 dollari pochi eletti hanno la possibilità di provare Google Glass. Alcuni dei tester però hanno pensato di metterli in vendita su eBay, comportamento condannato da BigG che ha diffuso una severissima nota: «Non si può rivendere, prestare, trasferire o dare il dispositivo a un’altra persona. Se si rivende, presta, trasferisce o dà il dispositivo a un’altra persona senza l’autorizzazione di Google, Google si riserva il diritto di disattivare il dispositivo». Ovviamente nessun diritto al rimborso. Ha così runicniato all’asta che era arrivata a 90mila dollari, il giovane che su eBay aveva subito messo in vendita il prototipo.

Google glass e privacy; vietati a Las Vegas e in un bar a Seattle.Aspettando che Google Glass vengano commercializzati c’è chi ha già deciso di stabilire il divieto di indossarli esponendo un cartello, come ha fatto su Facebook un bar a Seattle The 5 Point che ha pubblicato il cartello di divieto online. Gli occhiali sono stati vietati anche Las Vegas. Secondoquanto riporta la Nbc la città dei casinò sarò off-limits per gli occhiali di Google perché minaccerebbero la privacy.

Easter egg Google Glass. Intanto uno dei tester degli occhiali “per la realtà aumentata” che in questi giorni stanno analizzando l’uso dei Google Glass Explorer Edition ha scoperto e pubblicato su Google Plus uno degli Easter egg inseriti dagli sviluppatori: si tratta di una foto che mostra il team di creatroi di Google Glass, in prima fila c’è, ovviamente, Sergey Brin. Intanto il video di Google su YouTube che spiega il funzionamento di Google Glass inserito il 20 febbraio ha raggiunto oltre venti milioni di clic.

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Facebook, Zuckerberg guadagna un dollaro l’anno, ma spende un milione per l’aereo personale

DI LAURA BOGLIOLO

ROMA – E’ ufficiale. Mark Zuckerberg, il ragazzo d’oro di facebook, da gennaio del 2013 guadagna un dollaro l’anno, un stipendio simbolico al quale sembrano essere affezionati molti Guru delle Net Company più famose.

Ieri la pubblicazione di un documento che come riporta Qz.com conferma la scelta di Zuckerberg di prendere un solo dollaro come stipendio. Si tratta ovviamente di una scelta simbolica, considerando che Zuckerbergsecondo Forbes ha un patrimonio di 13,3 miliardi di dollari (dai marzo 2013) e che nel 2012 il ragazzo d’oro di Facebook ha guadagnato 2,3 miliardi di dollari nel 2012 esercitando 60 milioni di stock option prima dello sbarco in Borsa del social network.

lo stipendio base del fondatore di Facebook lo scorso anno è stato di 500,000 dollari, oltre ai bonus ovviamente. Dal 2013 entra a far parte della lunga lista di magnati definiti Dollar-a-year men anche se c’è da ricordare lo scorso anno ha speso 1,2 milioni di dollari per volare con il suo aereo personale, l’Air Facebook.

La moda dello stipendio da un dollaro nel settore la lanciò Mr Apple: nel 1997 Steve Jobs inizierà a ricevere la cifra simbolica di un dollaro all’anno per il suo ruolo di Ceo. Ma già nel 1978 c’era uno stipendio da un dollaro: quello che si assegnò Lee Iacocca quando arrivò alla guida della Chrysler, l’azienda simbolo dell’America in crisi. Nel 2005 Larry Page e Sergey Brin, co-fondatori di Google e il Ceo Eric Schmidt si ridussero lo stipendio a un dollaro. Schmidt da quando è diventato presidente esecutivo è tornato a uno stipendio normale, a sei zeri, mentre Page e Brin hanno mantenuto la promessa. La lista dei Dollar-a-year men è lunga e Wikipedia gli ha dedicato una pagina.

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